Descrizione
Care concittadine e cari concittadini,
Grazie di essere qui, in Piazza Giacomo Matteotti, per celebrare insieme una data scolpita nel cuore della Repubblica: l’81° Anniversario della Liberazione.
Saluto i rappresentanti delle Associazioni Combattenti e Reduci, le Associazioni d’Arma, il mondo del volontariato, Don Fabio, i consiglieri comunali e ciascuno di voi.
Oggi celebriamo la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. La fine dell’occupazione tedesca. La caduta della dittatura. Un passaggio decisivo che, come scrisse Italo Calvino, ha restituito a un Paese prostrato e semidistrutto “una sua fisionomia morale e civile” dopo vent’anni di regime e venti mesi di guerra combattuta in casa.
Oggi a Pontecchio Polesine, come in ogni Comune d’Italia, ricordiamo un passato fatto di consapevolezza: consapevolezza di appartenere a una Nazione, di condividere un destino. Il 25 aprile è di tutti gli italiani. Di tutti.
Eppure, anno dopo anno, vediamo questa data ridotta a una sterile contesa di bandiere. Troppo lontana dallo spirito unitario, seppur plurale, che permise la Liberazione. Il 25 aprile, come il 2 giugno e il 4 novembre, deve uscire dalle ideologie di parte. Deve tornare a essere celebrazione pura della storia della Repubblica e di ogni suo cittadino. Solo così sarà vissuto da tutti, con sincerità, raccogliendo la bellezza e il peso del ricordo.
Cosa ricordiamo oggi.
Ricordiamo chi disse no. I partigiani in montagna, molti appena diciottenni. I militari che dopo l’8 settembre scelsero la prigionia nei lager invece di combattere per Hitler. Le staffette che sotto il cappotto portavano stampa clandestina e armi. I contadini che aprivano la stalla a chi fuggiva dai rastrellamenti, rischiando la fucilazione. Gli operai che scioperarono nel 1944 a Torino e Milano con i nazisti alla porta della fabbrica.
Ricordiamo il prezzo: 35.000 partigiani caduti in combattimento, 10.000 civili massacrati nelle rappresaglie, migliaia di deportati mai tornati.
Non erano eroi nati. Erano persone normali che, in un tempo anormale, scelsero di non vivere in ginocchio.
Cosa è il 25 aprile per la nostra Nazione.
È l’atto di nascita della Repubblica. Senza la Resistenza non ci sarebbe stato il 2 giugno 1946, quando gli italiani scelsero tra monarchia e Repubblica. Non avremmo la Costituzione del 1948, scritta da uomini e donne di idee diverse ma uniti su un punto: mai più dittatura.
E adesso tocca a noi.
Celebrare non basta. Il fascismo è finito, ma l’intolleranza, l’odio, la tentazione dell’uomo solo al comando rinascono sempre, con facce nuove.
La Resistenza oggi è difendere la Costituzione quando viene svuotata. È pretendere trasparenza da chi amministra. È non girarsi dall’altra parte davanti alla prepotenza. È ricordare che la libertà non è gratis: ogni generazione deve guadagnarsela.
Per questo deponiamo una corona. Non al passato, ma al futuro. Ai nostri ragazzi diciamo: questa libertà vi è stata consegnata a prezzo altissimo. Non datela per scontata. Usatela. Difendetela. Meritatela.
Per questo siamo qui: per dire grazie a chi ci ha consegnato un Paese libero. E per promettere che questa libertà la custodiremo e la useremo bene.
Guardo al presente e vedo guerre che tornano. Conflitti nati spesso da una logica oscura: il predominio, la conquista, il profitto messo prima della persona e della vita stessa.
E allora mi chiedo: cosa vedono i nostri figli? Cosa stiamo insegnando loro? Che periodo storico stiamo vivendo?
Oggi ricordiamo un passato di dittatura e vite spezzate. Ma tra cinquant’anni, come sarà ricordato il nostro tempo? Se continuiamo a mettere il potere prima della dignità, il silenzio prima del coraggio, rischiamo che il nostro presente diventi il passato triste di domani.
Il 25 aprile ci dice una cosa semplice: la storia non la scrivono gli altri. La scriviamo noi, con le scelte di ogni giorno.
Sta a noi decidere se ai nostri figli lasceremo solo memoria, o anche un esempio.
Viva la Resistenza. Viva la Liberazione. Viva la Costituzione.
Viva la Pace, ovunque e senza confini.
Il Sindaco - Simone Ghirotto
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Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2026, 09:52